Ciao Paolo.

 

 

 

Mandaci il tuo ricordo o scrivi alla famiglia.
In questa altra pagina puoi leggere ricordi che abbiamo trovato in internet.

 

Una pacchia
di Raymond Carver
"Non c’è altra parola. Perché proprio quello è stata. Una pacchia.
Una pacchia, questi ultimi dieci anni.
Vivo, sobrio, ha lavorato, ha amato,
...riamato, una brava donna. Undici anni fa
gli avevano detto che aveva solo sei mesi da vivere
se continuava così. E non poteva che
peggiorare. Così cambiò vita,
in qualche modo. Smise di bere! E per il resto?
Dopo, fu tutta una pacchia, ogni minuto,
fino a quando e anche quando gli dissero che,
beh, c’era qualcosa che non andava e qualcosa
che gli cresceva dentro la testa. “Non piangete per me”,
disse ai suoi amici. “Sono un uomo fortunato.
Ho campato dieci anni di più di quanto io o chiunque altro
si aspettasse. Una vera pacchia. Non ve lo scordate”.

CIAO PAOLO
ERI STATO CAPACE DI SMETTERE DI FUMARE MA QUALCHE BICCHIERE CON GLI AMICI TI HA DONATO MOMENTI DI PACCHIA.....
NELLE NOSTRE ORECCHIE LA TUA VOCE....VOCE DI GIOCO E GOLIARDIA, CORAGGIO E POLEMICA DOLCEZZA. CI MANCHERAI DAVVERO.

Patrizia

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RADICALE!!!


questo era

Guido

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Mi chiamo Lanfranco Palazzolo, sono un giornalista di Radio Radicale.
Ricordo Paolo come una persona intelligente, buona, dotata di qualità umane che oggi sono una merce rara in questa realtà. L'ultima volta che avevo realizzato con lui un'intervista avevamo parlato della sua esperienza a Praga dopo la fine del comunismo. Aveva la qualità di essere una persona diretta e generosa. Le sue ultime battaglie lo hanno confermato. E' un peccato averlo perso.
Mi e ci mancherà moltissimo.

Lanfranco Palazzolo

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perché ha visto più lontano di tanti compagni radicali, che poi si sono convertiti al clericalismo e ai partiti di destra...

Domenico Corradini H. Broussard
Professore Ordinario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Pisa
Avvocato Patrocinante in Cassazione

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Paolo io l'ho visto per la prima volta nel luglio del 2003, il giorno in cui ho visto per la prima volta anche il mio futuro marito. Davanti a Valle Giulia, nel caos e nei colori che lui, non a caso rappresentante all’Onu dell’Unione Internazionale dei Rom, riusciva a generare dal nulla intorno a se. Anche seduto sul divano di casa, anche ad un angolo di una strada anonima di Roma.

Nessuno dei due sapeva che io ero lì e provavo un misto di vergogna e di divertimento a rubare quei momenti nascosta dall'anonimato dei vedenti. Quello per loro era un giorno speciale, di lotta. Una delle innumerevoli battaglie che gli uomini hanno il dovere di combattere per i loro diritti.

Paolo, Francesco e tutti gli altri protestavano perché gli editori venissero obbligati a fornire l'accesso ai file che contengono gli originali dei libri che stampano. Un'operazione che avrebbe permesso ai non vedenti di accedere immediatamente alle opere tramite i software dedicati anziché dover ricorrere a difficili, costose, spesso impossibili scansioni dei libri per portarli dal supporto cartaceo a quello digitale.

Ma io ero lì principalmente per vedere Francesco. Per scoprire chi si nascondeva dietro le parole e la voce di chi mi aveva affascinato per mesi. Solo un'altra persona mi distraeva da questa mia corsa senza cintura di sicurezza verso il destino: Paolo. Paolo, sorridente e sornione che urlava, roteando il bastone bianco a pochi centimetri dalla testa dei vicini "VEDENTI AVVICINATEVI! Abbiamo in anteprima il vincitore del Premio Strega!"

Ciao Paolo, caro. Ricordarti sarà facile e rimarrà per sempre il rimpianto di non aver avuto abbastanza tempo per ridere insieme.

Sonia Ravera

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siamo coetanei ...
e siamo stati avvolti quasi insieme nella politica radicale
... quando eravamo ancora studenti liceali.... e poi nella LSD ...
siano stati processati insieme per aver manifestato in 4 davanti all'ambasciata russa quando invasero l'Afghanistan
... capitava anche di giocare a pallone ... o andare ai concerti all'Olimpico. ... ma anche a Comiso ....
per mia distrazione ci siamo persi di vista per tanti anni...
... ma qualche volta ci siamo sfiorati ...
ed è stato sempre emozionante apprezzare le sue qualità, semplici e straordinarie
... il suo entusiasmo, la sua passione ...

non mi mancherai... di più....
grazie Paolino

Carlo d'Aloisio

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Ciao Paolo,

Mi ricordo di quando abitavamo vicini e bussavi a casa mia per chiedermi con tono scherzoso se i calzini che avevi in mano erano dello stesso colore o quando diventavi una "iena" perché incontravi sul marciapiede un motorino parcheggiato e cominciavi a colpirlo con il tuo bastone bianco.

Un caro saluto e buon viaggio Paolino!!

Sara Cavelli

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Ciao Paolo,
non avevo capito.
Perdonami.
Iuri

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Paolo è stato un compagno di battaglie per l'accessibilità informatica e non solo, una delle poche persone da cui ho sempre avuto supporto non solo
morale ma anche attivo. Ci mancherà, ma da lui dobbiamo apprendere e diffondere lo spirito battagliero che l'ha sempre portato a vincere le battaglie per i diritti degli altri.

Roberto Scano

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Abbiamo percorso un lungo tratto di strada assieme. Lunghe chiaccherate che, molti anni fa, incentravamo su come sensibilizzare anche il partito sui problemi dei ciechi. Una riuscitissima conferenza stampa nella metro di Roma trasmessa da tutti i tg nazionali. Un filo diretto condotto insieme a Radio Radicale, tanti momenti di confronto e poi il diradarsi del nostro rapporto. Uno splendido ricordo e uno struggente desiderio di riportare indietro il tempo per un ultimo saluto a voce. Ciao Paolo, scusami tanto...

Rita

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Paolino caro, l’ultima volta ci siamo sentiti durante la campagna elettorale per le regionali nel Lazio e come sempre era stato un piacere: un piacere ascoltarti, comprenderti, aiutarti. Devo dirti, sinceramente, che se non fossi stato impegnato in prima persona per i tuoi “avversari” questa volta il mio aiuto sarebbe stato fattivo, pressante, libero così come fu il tuo aiuto nei miei confronti, nei confronti della Comunità nella quale militavo, negli anni dell’ostracismo e dello scontro fisico. Tu non hai mai mancato un appuntamento, un convegno, una telefonata, venisti perfino durante l’occupazione universitaria e ci confrontammo, come sempre, in maniera pragmatica e leale, sui temi della politica internazionale. Tu dentro, e qualche canaglia refuso della storia fuori, con la bava alla bocca, che non capiva perché avessi scelto di confrontarti con noi. Ti voglio bene, e per la seconda volta oggi, mentro tento di scrivere qualcosa devo smettere: mi si sono appannati occhi e occhiali. Grazie, grazie per la tua amicizia, per il tuo esempio, per il tuo lavoro instancabile, per non esserti mai risparmiato, come quando perdesti la vista perché troppo impegnato nelle tue lotte democratiche nell’est Europa per sottoporti ad una visita medica. Sciocco capoccione scassapalle. Che grande Uomo sei, Uomo della pioggia!

Giuseppe

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Ciao Paolo

Ci mancheranno le tue " Trippe d'assalto " da far marciare durante le parate militari !!

Wolf332

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Non so se lo sai: ci hai detto la tua su come si sta al mondo!

Giusè

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L'ho consciuto solo nel 2004 in via Torre Argentina e mi fu subito simpatico.

Era un uomo molto piacevole, mentalmente aperto e arguto. Mi dispiace molto che sia morto. Ci scambiammo anche delle opinioni su economia- ecologia e sostenibilità, aveva una posizione non convenzionale sui dogmi imperanti della crescita economica e, anzi, una volta mi disse: "i radicali non possono essere convenzionali".
Una volta, quando lo conoscevo da poco, lo chiamai per sbaglio Pietrostefani, ho problemi con i nomi li confondo facilmente e faccio spesso confusione, erano i tempi della grazia a Sofri che con Pietrostefani e Bompressi erano sui giornali tutti i giorni.
Mi vergognai della gaffe e mi scusai e lui mi disse: "sono molto arrabbiato perché mi hai levato la santità".
Essendo ateo non posso considerare questo un arrivederci, ma continuerò a custodire nella mia memoria
finché vivrò le poche, ma significative cose, che mi ha ispirato la sua conoscenza.

Luca Pardi

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Ciao Caro e Coraggioso Paolo,
ci siamo incontrati nell'impegno per il rispetto dei Dirittti Umani e per la libertà del Popolo Tibetano.
Che il karma positivo così accumulato ti aiuti nel trovare una buona rinascita.
Non ti dimenticheremo.

Laura

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Io di Paolo ho il calore dell' umanità dello stato di diritto.

Il calore del Partito, e il calore di Paolo.

Claudio Giuseppe Scaldaferri

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Ho conosciuto Paolo quando fu nominato insieme a me nel primo Consiglio Direttivo dell'Ente Regionale RomaNatura, ente gestore delle aree protette di Roma quando il suo presidente era Ivan Novelli.
Ho discusso molte volte con lui su come potevano essere gestite le aree verdi pubbliche di Roma e non sempre eravamo d'accordo in quanto lui riteneva che dovevano in via generale diventare autonome e addirittura rendere dal punto di vista economico. Oggi che quelle aree si vogliono cancellare per renderle edificabili comincio a pensare che aveva ragione. Ma le discussioni con lui anche su altri argomenti erano stimolanti e dimostravano che il suo carattere cortese e dolce diventava ben fermo e deciso nel pretendere il rispetto dei diritti civili. Varie volte lo incontravo e lo fermavo per salutarlo nel quartiere Prati, spesso con la sua bambina.
Voglio ricordarlo così - Ciao Paolo con tutto il mio affetto.

Mirella Belvisi

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Ho conosciuto Paolo nella sede Enzo Tortora di Porta Vigentina. (era passato a Milano per delle cure).
E` stato subito bello conversare con lui. Mi raccontava del tempo di Praga e della lingua che aveva imparata velocemente; poi lavorava sul pc.
Scendevamo dalle scale della Sede per acquistare , mi pare dei panini.
Peccato solo per un paio di giorni.
Ciao Paolo,

Rosella

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Io ho un ricordo di Paolo privato, a casa sua, teneva in braccio la mia bambina allora di sei mesi e le faceva smorfie per farla divertire. Poi, non potendo giudicare, chiedeva a me se la bambina fosse contenta, e lei si divertiva moltissimo.
Ciao Paolo

Carla

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Ho conosciuto Paolo 32 anni fa alla carovana Bruxelles-Varsavia contro la Nato e il patto omonimo, con Guido Votano, Francesco Tullio e Ivan Novelli. Poi ci ho lavorato assieme fino al 1984 nella Lsd (Lega socialista disarmo) di Francesco Rutelli e poi Ldu (Lega disarmo unilaterale) dello scrittore Carlo Cassola. L'ho visto l'ultima volta a casa sua 2-3 anni fa a Roma, per parlare delle sue iniziative sui libri elettronici per i nonvedenti. Anzi, per i "ciechi", come diceva lui, nemico di ogni "politicamente corretto"...
Sono addoloratissimo.

Del gruppo degli antimilitaristi radicali con Paolo ricordo anche Gaetano Dentamaro, Mauro Zanella e Bruno Petriccione. Le marce Avignone-La Spezia-Livorno del 1980, la Catania-Comiso del Natale '82, il suo arresto a Comiso nell'estate 83, le azioni nonviolente simultanee in tutte le capitali dell'Est nell'82...
Per un lungo periodo lavorò a Radio radicale quando il direttore era Giancarlo Loquenzi, all'inizio degli anni '80. Lo persi un po' di vista quando se ne andò a fare il "proconsole" radicale a Praga verso il 1986.

Un saluto alla moglie Ursula

Mauro Suttora, Milano

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La voce. Paolo per me è la sua voce...ed il suo modo di scrivere, così come parlava...con le stesse inflessioni, le ripetizioni i suoi "e però", i suoi lunghi ragionamenti infarciti d'ironia...che bello ascoltarlo!
Anche quando l'amarezza...e me la ricordo bene quell'amarezza che vibrava nella sua voce quando la "sua gente", il suo partito l'aveva accantonato, aveva il sopravvento.... c'era sempre quell'osservazione sagace che non coglievi subito ma dopo un po'...ripensandoci.
Allora ti davi una manata sulla fronte esplodendo in un "ma dai!!" e scoppiavi in una risata trionfante.

Come quando iniziai a lottare per l'accessibilità alla cultura per i non vedenti...lo slogan (capperi anche lo slogan era ironico...) del "regala un libro ad un cieco per Natale" che costrinse migliaia di persone a scannare libri pensando che bastasse questo per far leggere un cieco.
E poi mentre copiava pagina su pagina del libro si rendeva conto che un cieco non poteva vedere l'immagine, sennò avrebbe letto la pagina, e che l'immagine andava tradotta in file ed il file andava corretto, rimpaginato...un lavoro di mesi solo per accedere a ciò che una casa editrice aveva già in origine ma che non voleva mettere a disposizione.

Ricordi Paolo quando ti coinvolsi per spiegare a tutto quell'esercito di volenterosi scannatori come si traduceva l'immagine in file? E mentre tu spiegavi io mi davo manate sulla fronte dicendo "ma daiiii! Quest'uomo è un genio" Non c'è nulla che spiega di più a chiunque che la fatica di toccare con mano una difficoltà, un limite.

Mi mancherai tantissimo, Paolo. Tantissimo.

Chiara

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Ho conosciuto la voce di Paolo Pietrosanti durante le dirette di Radio Radicale prima delle elezioni regionali della scorsa primavera. Sono stato talmente colpito che l’ho votato nel voto di preferenza. Purtroppo non fu eletto. Ma mi ricordo delle sue idee, della sua onestà intellettuale, e della sua forza d’animo.
Mi è dispiaciuto moltissimo della sua morte e anche del fatto che soffriva da anni.
Ovviamente questo aumenta la mia considerazione nella sua persona.

Andrea Costa, Roma

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Torno oggi, ancora una volta, ai giorni americani di “Non uccidere” vissuti assieme. E penso, ancora una volta, che quei giorni valgano un’esistenza intera.
Ti abbraccio, Paolo.

Michele Svidercoschi

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Ciao, cosa dire di Paolo che non sia stato già detto?
Dire che quando mi telefonava mi chiamava sor Fausto?
Dire che nonostante non ci fossimo mai visti e nonostante fossi un Fausto qualsiasi lui mi ha sempre trattato come il migliore dei suoi amici?
Dire che la sua amicizia per me è stata più che un onore, non tanto perché ero amico di un personaggio politico del livello di Paolo, ma perché ero e sono amico di una persona che non ha mai fatto pesare il suo peso politico nei rapporti d'amicizia?
Quante cose potrei dire, invece devo salutarti, col rammarico di non averti sentito negli ultimi tempi, d'altra parte la tua partecipazione alle liste alle quali sono iscritto, la tua immutata verve e la grande forza che sapevi sprigionare non facevano presumere che la fine sarebbe stata così vicina.
Paolo, ho il tuo numero telefonico nella rubrica del mio telefono, e non lo cancellerò, mi sembrerà così di avere ancora un legame con te.

Fausto Toffano

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Scusa ma ... quando mi sembra che servano di più le parole non mi vengono mai ed allora le prendo in prestito da Lisa Corva e facendole mie su di esse vola il mio pensiero a te, Paolo Pietrosanti:
"La mia preghiera. Quella che pronuncio per te. Ma non è fatta di parole: è fatta di abbracci. Per te, nel buio: il buio della tristezza, dello sconforto, della malattia, del dolore. Anch'io ho paura, sai. Chiudo gli occhi per entrare, ed abbracciarti."
Grazie a te Paolo ... anche per come sapesti avvicinarti al mondo dei nostri amici zingari ed alla loro sofferenza ....
ci reincontreremo presto

Giovanni Lopez

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Mi rimane un vago ricordo della figura di Paolo, che non ho mai conosciuto di persona, o almeno mai al tu per tu. Ma mi ha lasciato il ricordo di almeno due lunghe conversazioni telefoniche. Avevo pensato che un giorno o l’altro avrei potuto approfondirne la conoscenza. Ma il tempo è implacabile. Se non lo sappiamo cogliere, ci scappa via prima che ce ne accorgiamo.

Guido Ruggeri.

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il ricordo di paolo mi commuove ancora così come quello di tutte le persone che ho incontrato in quegli anni tra la radio, torre argentina e il mondo. con lui ho per un breve periodo condiviso sia il 'politico' che il 'privato' un binomio di cui si discuteva aveva il fascino di una sensibilità sottile, che non si dimentica facilmente

Barbara Roffi

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Ho conosciuto personalmente Paolo già dal 1998, frequentando la sede del partito.
Le tante conversazioni appassionate, le analisi sullo stato del Partito durante la lunga malattia di Pannella, e sulle iniziative in corso .........
E negli anni seguenti la sapienza tecnica, che con mia sorpresa gli scoprivo, con cui ideava e sviluppava le iniziative che poi furono quelle sui libri digitali, sui libri di Harry Potter, su quelli del premio Strega, l'ultima campagna elettorale per il comune di Roma.
Le scelte di vita di Paolo, le sue azioni, ed anche la sua personalità sono state, a mio avviso, costantemente orientate ad inverare, a praticare, per intima convinzione, il modus operandi e vivendi gandhiano.
Pensando a lui, e non volendo staccarmi dallo struggente ricordo dell'umanità e della facilità con la quale riusciva a mettermi a mio agio nel coversare con lui, ho provato a raccogliere di seguito alcune massime, o riflessioni di Gandhi, che a mio avviso, ricordano più di altre, e forse spiegano (personalmente ne sono convinto), il suo agire all'interno ed all'esterno del partito, e le sue iniziative politiche.

  • La disobbedienza, per esser civile, deve essere scoperta e nonviolenta
  • La nonviolenza non può essere predicata. Deve essere praticata.
  • Digiuni ridicoli si diffondono come una pestilenza e sono dannosi. Ma, quando digiunare diventa un dovere, non vi si può rinunciare.
  • In matters of conscience, the law of majority has not place
  • La nostra vita d'ogni giorno non può mai separarsi dalla componente spirituale. Entrambe agiscono e reagiscono l'una con l'altra.
  • Non importa quanto insignificante possa essere la cosa che dovete fare: fatela meglio che potete, prestatele tutta l'attenzione che prestereste alla cosa che giudicate piu' importante; infatti sarete giudicati da queste piccole cose.
  • Nessun peccato può essere cancellato se è condannato solo a parole
  • Il carattere non lo si costruisce con la pietra e la malta. Non lo si costruisce con altre mani che con le proprie.
  • La nonviolenza, come la carità, deve cominciare a casa propria
  • Chi cerca la verità non può permettersi di essere un egoista. Chi è disposto a sacrificare la propria vita per gli altri difficilmente ha tempo di riservarsi un posto al sole.
  • La verità e la nonviolenza si diffondono, più che per mezzo di testi scritti, attraverso il vivere la loro concreta applicazione. La vita veramente vissuta vale più dei libri.
  • A volte essere in minoranza è un privilegio

infine, concludendo lo voglio ricordare con questa poesia del M. Gandhi:

Prendi un sorriso

Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore,
e fallo conoscere al mondo.

[M. Gandhi]


Carissimo Paolo
ciao, Franco

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Una persona squisita e un vulcano inesauribile di energia, idee, iniziative. Uno che era ovunque e che faceva tutto - tranne che parlarsi addosso. A quello era allergico.
Quest'anno non gli ho mandato gli auguri - sono inefficiente e poi non sopporto le festivita' - ne' avevo ricevuto i suoi, che preciso e puntuale li inviava sempre. Gli avrei scritto per domandargli come mai mi ha espunto dal suo database.... perche' la sua risata riuscivo a sentirla anche attraverso la mail. Sapevo che non stava bene ma speravo di poter ancora qualche volta strappargli una risata.
Ciao Paolo, ci manchera' vederti e sentirti di persona, ma sei vivo piu' che mai.

Un abbraccio alla sua famiglia.

Daniela

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Ho conosciuto Paolo 30 e più anni fa,e non per motivi politici ma sportivi,lui infatti come me era nel gruppo atletico delle Fiamme Gialle sezione marcia.
Mi ricordo che alternava già all'epoca l'impegno politico a quello sportivo facendo soffrire quest'ultimo.
Ma negli allenamenti non mancava sbuffando per la fatica di commentare i vari avvenimenti politici e non.
E a fine allenamenti quando mio padre (all'epoca liberale)veniva a prendermi non mancava di chiacchierare amabilmente con questo giovanotto dalle idee chiare e "rivoluzionarie", e nel nostro viaggio di ritorno verso casa me ne decantava le lodi...

Purtroppo non ci siamo più rivisti e scoprire che non c'è più mi lascia una profonda tristezza.

Ciao Paolo.....

Paolo Failoni

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addio mio straordinario amico

Apprendo con profondo dolore la notizia della scomparsa di Paolo Pietrosanti.

Molti di noi ex ragazzi di allora - penso a Gabriele, a Lucio, a Fiorella, a molti altri - ne avranno notizia in facebook o qui, o ovunque; chi non lo conosceva, però, può apprenderne gli straordinari valori di onestà, progettualità, nonviolenza, ed umanamente coraggio.

Eh si, caro Paolo, ci conoscevamo da tanto, veramente tanto; da almeno trent'anni, direi; quando tu venisti fresco di diploma al Gruppo Radicale Universitario, dove da poco erano i ventenni Stefano, Alfredo, Aldo, Freddy e tanti altri ( con me eri anche compagno di Facoltà ). E così, elegantissimo - spesso portavi il cravattino, di cui eri orgoglioso - giungesti, con i tuoi modi sempre sottili e garbati, alla Lega Socialista per il Disarmo. Lì Francesco parlava di pace; di disamo unilaterale; ed ancora eri lì, con me, Gabriele, Mauro, Bruno, Andrea, Alberto, Sergio, Melania, e Francesco T., Mauro S., Massimo G., Gaetano D., Guido V., Lucio M. e quanti, quanti altri ...
Erano allora gli anni straordinari delle prime Marce Antimilitariste internazionali; fermi, controlli polizieschi; sole spietato di agosto, mentre in calzoncini noi di tutta Europa sfilavamo per decine di Km con certezze nonviolente nel cuore, senza esitazioni ed oscurità...oh Paolo !!! Ti ricordo - tu che mai avevi detto una parolaccia - cantare al megafono, con imbarazzo, il Lelio vaffanculio, rimato sul nome del Ministro dei missili...vestirci da finti ufficiali, con volantini, per il Carnevale a via Nazionale; e quante altre cose...sul furgone per Sant'Anna di Stazzema, per ricordare con la propria presenza quella strage;a Napoli, al congresso LDU; nelle tante, meravigliose e drammatiche campagne Radicali; nei digiuni, nella lotta; costruire bombe, missili di cartapesta, per irridere le guerre...e poi, ovunque; a Comiso, ovunque. Io smisi, tu continuasti; e ricordo ammirato le tue campagne politiche di lotta nell'Est europeo di allora...e poi...e poi...

Gli anni passarono; sapemmo che ti eri gravemente ammalato; che coraggiosamente, per come eri rimasto, lottavi per i diritti civili, come sempre; ci incontrammo l'ultima volta alla Rive Gauche di San Lorenzo, dove serenamente mi raccontavi, con il bastone bianco poggiato accanto. Addio, mio straordinario amico; la tua scomparsa mi strazia a fondo il cuore; " così furon li estremi onor renduti / ad Ettore domatore di cavalli ".

Freddy Barbagallo

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La prima intervista della mia vita me l'ha rilasciata un signore distinto e solare: Paolino Pietrosanti, un uomo che era davvero la forza della vita, intelligente e acuto. Non dimenticherò la sua innata gentilezza, i suoi occhi azzurri di serenità e la sua voglia di vivere nonostante tutto

Valentina

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