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17 marzo 2010
COMUNICATO STAMPA
LICENZE, TRASPORTI, TAXI, COMMERCIO: PIETROSANTI (LISTA BONINO-PANNELLA) PROPONE LE ATTUALISSIME POSIZIONI DEGLI AMICI DEL MONDO.
Per le testate giornalistiche un comunicato inusuale da Paolo Pietrosanti, candidato al Consiglio regionale del Lazio
Da: Cattani, Conigliaro, Scalfari “I padroni della città”, atti del convegno degli amici del Mondo, Laterza, Bari 1957
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Pannunzio: la missione degli amici de Il Mondo è quella di seccare il loro prossimo politico e burocratico chiedendo il rispetto della legge
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E. Scalfari: I parassiti del mercato della carne a Roma sono i commissionari, i quali sono i soli ad avere la licenza dal Comune. Essi sono 14 in tutto e guadagnano 4 milioni all’anno; tuttavia essi appartengono tutti a solo cinque nuclei familiari, i quali intascano, ogni anno, 40 milioni caduno, soldi regalati dal Comune di Roma, e si trasferiscono le licenze da padre in figlio.
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E. Scalfari. Un classico esempio di ragionamento viziato. Sostengono i macellai: “Le licenze di commercio sono troppo numerose, lo testimonia la scarsa quantità di carne venduta da ciascun negozio”. Sbagliato per due motivi: 1) la quantità di carne venduta è bassa perché, all’ingrosso è stata fatta la scelta di vendere quantità minori di carne a prezzi più alti, invece che il contrario; 2) il libero mercato non garantisce, a tutti i commercianti, di vendere molta carne, anzi garantisce una cosa sola: che il commerciante inefficiente viene espulso dal mercato, mentre i commercianti che restano vendono maggiori quantità di carne a prezzi più bassi. Quindi, il fatto che in media la quantità di carne venduta sia bassa, significa soltanto che sono presenti sul mercato molti commercianti che avrebbero dovuto essere espulsi da tempo, e che non lo furono solo perché non c’è libero mercato.
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Ernesto Rossi: “Qualsiasi ramo di attività economica si prenda in esame, si troverà sempre che gli “abituali operatori” (ossia gli operatori già presenti nel mercato), sono convinti di essere in troppi a fare lo stesso mestiere; ma solo la libera concorrenza, gettando fuori dal mercato coloro che producono a costo più alto, può determinare a posteriori, l’equilibrio più conveniente per i consumatori.
Il problema non si risolve aumentando il numero delle licenze: se, in una grande città, invece di mille macellerie si consente di aprire duemila macellerie, non per questo aumenta la concorrenza; dietro la trincea della licenza, i duemila macellai si mettono d’accordo, così come prima si accordavano i mille. Non solo; poiché l’accordo viene trovato al prezzo che consente di vivere anche ai macellai che sanno far peggio il loro mestiere, nei negozi peggio situati, l’aumento delle macellerie provoca spesso un ulteriore rincaro a danno dei consumatori, in quanto su ogni unità venduta si deve caricare un maggior numero di spese generali.
Il problema si risolve pertanto solo abolendo il sistema delle licenze, non semplicemente aumentando le licenze, in modo che la concorrenza selezioni i commercianti al dettaglio come seleziona gli operatori negli altri campi; in modo che nessuno abbia il diritto di vivere facendo il commerciante al dettaglio solo perché in passato l’ha fatto suo nonno.
Per informazioni: paolo@pietrosanti.net – 347
391 2206
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