Paolo PIETROSANTI
Ho pubblicato nell'83 con Ivan Novelli "La guerra nonviolenta",
che ebbe un buon successo in libreria.
Sono stato in galera in Sicilia, perché ero entrato a manifestare
nella base nucleare di Comiso. Una settimana dentro, e un processo
in Corte di Assise, con l'assoluzione.
Sono stato processato e in galera in Polonia, nel 1986, per avere
manifestato a Varsavia in favore della libertà dei 250 detenuti
politici e dei mille obiettori di coscienza, e la foto di noi manifestanti
fece il giro di giornali e televisioni di tutto il mondo. Ci espulsero
a vita, mentre la direzione clandestina di Solidarnosc ci inviò
caldissimi ringraziamenti e congratulazioni. Due anni dopo, quando
nell'88 tentai di rientrare a Varsavia, fui di nuovo espulso.
Ho manifestato per il Diritto, prima che per altro, in molti paesi.
Ho conosciuto, con le carceri, molti tribunali. Sono stato fino
a poco fa sotto processo anche e di nuovo a Roma per la disobbedienza
civile tesa alla abrogazione delle norme proibizioniste in materia
di droghe, cioè di norme e leggi funzionali a riempire di
migliaia di miliardi le casse delle narcomafie, e a lasciare milioni
di giovani nelle mani e in balia di criminali; nonché tutti
noi esposti ai quotidiani gravi rischi della micro e macro-criminalità'.
Fatti, insomma, lotta politica anche rischiosa, invece che parole
al vento; ragionevolezza invece che ingiustificabile e interessata
insistenza su misure ormai da tempo palesemente fallite.
Nel 1988 con Novelli e Rovasio ho fatto piovere a catinelle sulla
parata militare dei Fori Imperiali. Ne hanno parlato dalla televisione
giapponese a quelle europee e americane; e poi quella parata non
si tenne più.
Ho diretto il giornale del Partito, "Notizie Radicali",
dal 1988; sono stato tra quelli che hanno dato vita e corpo al transpartito
transnazionale, e dopo varie missioni mi sono stabilito a Praga
per anni, dal 1990. Lì ho aperto la sede del PR, e ho incontrato,
prima e dopo la cosiddetta Rivoluzione di velluto, tutti i principali
dissidenti, da Havel a Dubcek, da Hajek a Uhl. Nella nuova Cecoslovacchia
in centinaia si sono iscritti al PR, e tra questi un membro di Governo
e quindici parlamentari. Abbiamo portato migliaia di persone a manifestare
per gli Stati Uniti d'Europa, per lo stato di diritto, per il sistema
elettorale maggioritario anglosassone, per la legalizzazione delle
droghe.
Abbiamo portato questo al centro del dibattito politico. E infatti
con la nonviolenza riusciamo a vincere, insieme al Presidente Havel,
una battaglia che coinvolge tutto il Partito Radicale da poco divenuto
transnazionale: la pena di morte viene abrogata in Cecoslovacchia,
e tutti i media del mondo ne attribuiscono il merito al congiunto
impegno di Havel e del PR.
Sulla pena di morte, d'altra parte, la storia sarebbe lunga: con
don Greganti avevamo organizzato negli anni 80 "Non Uccidere",
attorno al caso della giovane Statunitense Paula Cooper, e la sua
condanna a morte fu commutata. Portammo tre milioni di firme al
Segretario Generale delle Nazioni Unite, nel 1988, contro la pena
capitale.
Per tutta la seconda metà degli anni 90 sono stato in particolare
impegnato nella lotta per la democrazia in Cina, e per la libertà
in Tibet, e con Marco Pannella e il Segretario radicale Dupuis ho
incontrato in privato il Dalai Lama.
Da tempo seguo e intervengo nelle Sessioni dell'ONU a Ginevra.
Dopo anni di lavoro intensissimo in molti paesi e in molti parlamenti
abbiamo conquistato al mondo intero il Tribunale Internazionale
sulla ex-Yugoslavia, e il Tribunale Internazionale Permanente, imponendo
una svolta senza precedenti al diritto e ai diritti.
Dopo mesi di lotte abbiamo fatto sì che il diritto si affermasse
con la incriminazione di Slobodan Milosevic e degli altri responsabili
dei crimini gravissimi commessi nei Balcani.
Nel 1993 a New York sono stato nominato Rappresentante presso l'ONU
della Unione Internazionale dei Rom, la unica organizzazione mondiale
che rappresenta i Rom al Palazzo di Vetro. Nel congresso mondiale
del 2000 sono stato eletto Commissario agli Affari Esteri.
Da allora, insieme al presidente Emil Scuka, ho avuto incontri bilaterali
con 12 tra capi di Stato e di Governo, nonché di recente
con il Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan – a seguito
del quale sono stato invitato in studio dalla CNN per una intervista
in diretta.
Ho pubblicato interventi e ho rilasciato interviste, in questa
veste, ai più importanti media europei.
Nel frattempo, nel 1993, ho perso la vista.
In questi anni, da cieco, mi sono impegnato anche nella consapevolezza
che occorra trasformare tutti noi handicappati da costosi assistiti
in contribuenti.
Sono stato redattore di Radio Radicale, molti anni fa; e poi da
là ho letto in onda i giornali di mezzanotte.
Ho promosso e organizzato varie iniziative nonviolente e gandhiane
di massa; ho concepito e inventato nuove tecniche di lotta nonviolenta.
Dal 1984 sono membro del Consiglio Generale del Partito Radicale.
Nel 1993 la Segretaria Emma Bonino mi chiamò nella Segreteria
politica del PR.
Sono stato tra i capilista per le Elezioni europee del 1999, nella
Lista Bonino, e tra i capilista nelle Elezioni politiche 2001.
La storia sembra lunga; non si è interrotta affatto con
la perdita della vista. Nonostante la gravità estrema di
questo handicap.
Per contattarmi:
paolo@pietrosanti.net
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