"Ti propongo non chiacchere e promesse, ma una storia
di fatti e conquiste."



Foto Paolo Pietrosanti

Foto Paolo Pietrosanti

 

"O si è chiacchiere e promesse, oppure si è - se si ha -
una storia. La mia è densa di fatti e conquiste."


"Le chiacchiere er Monte non le pija."

Così si dice a Roma; e quel Monte è il Monte dei pegni.
Confronta quel che ho fatto e conquistato io con quel che hanno fatto gli altri… magari usa Google.
Pensa alla pena di morte, alla moratoria delle esecuzioni che a fine 2007 l’Italia ha conquistato al mondo.

Beh, è una storia lunga, ed è una storia mia: la iniziammo venti anni fa, con don Germano Greganti e Ivan Novelli, attorno al caso di Paula Cooper, che portammo all’ONU.
Individuammo, primi e soli, la strategia che ritenevamo necessaria delle Nazioni Unite: segnammo allora una strada che poi si sarebbe rivelata quella vincente.
Da quell’inizio alla moratoria di oggi.
Poco dopo, da Praga, organizzai con il Presidente Havel la campagna vincente per la abolizione della pena capitale in Cecoslovacchia, che aprì la serie dei paesi ex comunisti. Ho l’orgoglio di essere in concreto, e non a chiacchiere, uno di quelli che il Muro lo hanno fatto cadere davvero.
Prima, nel 1983, a 23 anni, avevo dato alle stampe con Ivan Novelli “La Guerra nonviolenta”, un saggio sulla politica di Gandhi e Martin Luther King.

Nell’86 ho manifestato a Varsavia per la libertà dei prigionieri politici e degli obiettori di coscienza: con tanta efficacia e risonanza internazionale che mi sbatterono dentro e fui espulso a vita dalla Polonia – ma nel ‘90 l’espulsione è stata ovviamente trasformata in benemerenza ufficiale… - mentre tutte le testate internazionali parlavano di noi nei titoli di apertura. Nel ‘88 ho fatto piovere sulla parata militare a Roma con una veemenza mai vista.

Nel 1993 ho perso la vista, ma sono riuscito a non fermarmi. Infatti nel corso di anni ho coordinato per l’Italia le campagne internazionali per il Tibet e ho incontrato il Dalai Lama.
Sono stato tra gli organizzatori delle campagne mondiali che hanno portato alla istituzione del Tribunale ONU sulla ex-Yugoslavia, con la incriminazione di Milosevic e degli altri, e alla creazione della Corte penale internazionale, cioè alla svolta più netta registrata da decenni nel sistema del diritto e delle relazioni internazionali.

Negli anni 90 ho molto operato nelle sedi ONU di Ginevra e New York, anche a nome della International Romani Union, di cui nel 2000 sono diventato Commissario agli Affari Esteri.
Sui Rom, sugli Zingari, che costituiscono  tra l’altro il più vasto problema sociale del continente europeo, posso fregiarmi di avere ispirato non solo svariati studi accademici in varie università del mondo, ma soprattutto misure politiche nuove, che stanno prendendo piede da alcuni anni. Anche questa è una storia lunga: la racconto nel podcast di questo sito, ma è anche ben e utilmente rappresentata da questi documenti che si devono al mio impegno, alla mia opera, alla mia fantasia. Testi che hanno giocato un ruolo importante, e che hanno contribuito a orientare in maniera nuova scelte politiche e di governo dalla importanza centrale per l’Europa.

Alla primavera del 1994 risale il "Progetto di Repubblica non territoriale della Nazione Rom", che qui pubblico in italiano e in inglese.
All’estate del 2000 risale la "Dichiarazione della Nazione Rom", che puoi trovare qui in italiano e in inglese, approvata dal V Congresso mondiale della International Romani Union, convocato a Praga. La Dichiarazione fu sottoposta alla attenzione letteralmente del mondo intero da uno spiegamento senza precedenti di inviati della stampa europea e di quella americana, nonché dalla presenza di numerosi ambasciatori, osservatori interessatissimi…
Quel Congresso mondiale dei Rom, che costituì una svolta obiettiva e palese, vide Emil Scuka eletto Presidente dell’Unione, e me eletto Commissario agli Affari Esteri.

In questa veste ho poi con Skuka incontrato, tra il 2000 e il 2002, 12 capi di Stato e di Governo in altrettanti incontri bilaterali, nonché nel 2001 l’allora segretario Generale ONU Kofi Annan (in quella occasione fui pure invitato in studio alla CNN per una intervista che puoi rivedere cliccando qui).

Sono stato tra i fondatori della fase transnazionale del Partito radicale, e sono Consigliere Generale del PR. Sono anche tra i fondatori di Radicali Italiani.

Nel 2003 ho dato vita ad azioni tanto innovative in rete che sono un po’ restate nella storia di Internet. Anche per quelle oggi accade qualcosa di assolutamente inedito e importante: l’Italia sarà il primo paese al mondo in cui i libri saranno disponibili anche in formato digitale, a meno che gretti interessi corporativi non riescano a prevalere sull’interesse generalee civile - come spesso accade peraltro in questo paese.
Qui una buona e documentata intervista in proposito.

Ciascuno, per quanto possa coprirsi di chiacchiere, è in primo luogo la sua storia, se ne ha una…

Perché le chiacchiere er Monte non le pija.

 

 

"Nel 1993 ho perso la vista ma sono riuscito a non fermarmi."



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